Recruitment&Marketing: è più di un semplice "Cercasi aiuto!"

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Recruitment&Marketing: è più di un semplice "Cercasi aiuto!"

I metodi collaudati del recruiting sono le banche dati online, annunci di lavoro, attività di head hunting… tutto ciò non va da nessuna parte se non si mettono in pratica azioni di recruiting marketing (perché è marketing ) all’interno della strategia digitale e online.

Oggi, ben il 46% dei recruiter considera il proprio lavoro come un affiancamento al marketing piuttosto che solo un “servizio di ricerca dei dipendenti”. La cosa scioccante è che l’altra percentuale non considera il proprio lavoro dal punto di vista del marketing. 

Gran parte del mercato del lavoro di oggi risiede nello spazio digitale e tutto dipende dalle recensioni degli utenti (o dalle testimonianze dei dipendenti), dalle interazioni sui social media o dalla capacità di un selezionatore e di una persona in cerca di lavoro di comunicare direttamente e in modo efficace.

Per i recruiter che cercano di portare il loro processo di reclutamento al livello successivo, devono avere un impatto considerevole, adottando una strategia orientata al marketing e all’employer branding, invece di aspettare semplicemente che un curriculum raggiunga la loro casella di posta.

Amplifica la tua ricerca con i contenuti

Puoi iniziare con qualcosa di semplice: un blog. Crea un sistema per poter gestire i contenuti, pubblicando articoli che coinvolgano e interessino il tuo target e ti ritroverai un pool di candidati qualificati. Hai la possibilità di scegliere i migliori talenti per coprire i posti vacanti, far crescere la tua azienda ed emergere come una potenza nel tuo segmento di mercato.

La creazione di contenuti pertinenti ed educativi è ciò che chiamano Inbound Marketing ossia il processo per attirare potenziali “clienti” con contenuti mirati e pertinenti e trasformarli in lead.

Ovviamente le strategie richiedono tempo per essere sviluppate e dimostrare un segno + nel ritorno dell’investimento. I contenuti devono essere affrontati con considerazione e cura, la messaggistica e la narrativa dovrebbero essere costruite per garantire ai potenziali candidati che la tua azienda sia autentica, onesta e operi con integrità affinché si considerino parte dell’organizzazione.

Ma come si ottiene questo risultato? Quali principi o migliori pratiche dovresti conoscere quando avvii un blog di recruiting marketing?

Analizziamo sei suggerimenti apparentemente semplici ma estremamente potenti, per avviare un blog di recruiting marketing.

1. Definisci l’obiettivo del blog

Per definire il tuo obiettivo di recruiting marketing, esamina innanzitutto la tua motivazione per iniziare il percorso di blogging. Stai cercando di migliorare il tuo brand o coinvolgere di più le persone passive in cerca di lavoro? Stai puntando a ricoprire le posizioni attuali in modo più dinamico rispetto alla semplice pubblicazione dell’annuncio su portali online? Oppure, speri di affermare la tua azienda come leader di mercato nel tuo settore, sfruttando articoli approfondimenti basati su ricerche, opinioni di esperti e contenuti vari?

Considera che secondo CareerArc. il 75% dei professionisti è in cerca di lavoro passivamente, ciò significa che ¾ del pool di candidati relativo al tuo settore A) non è alla ricerca di un cambiamento di carriera e B) deve essere fortemente persuaso per saperne di più sulla tua azienda e conoscere cosa puoi offrire in termini di incentivi, empowerment, equilibrio tra lavoro e vita privata, vantaggi competitivi per il percorso di carriera rispetto all’attuale datore di lavoro.

Ciascuna delle ipotesi elencate sopra per il lancio di un blog sul mercato del recruiting è valido e vale la pena perseguirlo, ma identificarne uno come la principale motivazione, non solo ti aiuterà a fornire una direzione ai contenuti con cui popolerai successivamente il blog, ma ti aiuterà ad affrontare ciascuno dei seguenti punti pratici che stiamo analizzando.

2. Identifica il tuo pubblico

In qualsiasi attività di scrittura o creazione di contenuti, devi rispondere a due domande fondamentali ma critiche: qual è il tuo scopo e chi è il tuo pubblico? Abbiamo affrontato il punto dello scopo sopra, quindi ora devi identificare il tuo pubblico, sia per il tuo blog di recruiting marketing in generale che per i singoli post. Una persona in cerca di lavoro passiva deve essere coinvolta in modo diverso da una persona in cerca di lavoro attiva. Il candidato con 15 anni di esperienza è nel mezzo del proprio percorso professionale ha esigenze diverse rispetto al neo laureato o laureando.

Identificare a chi servono i tuoi contenuti e cosa vuoi che il tuo pubblico ottenga dai tuoi post sul blog è il cuore e l’anima delle strategie di marketing di base e quindi vale anche per il recruiting marketing. Per dimostrare che tu e la tua azienda comprendete ciò che la persona in cerca di lavoro apprezza e desidera in un posto di lavoro, dovete parlare con loro in modo che possano connettersi.

3. Trova la tua voce

Trovare la voce cioè il tono giusto per il tuo blog. Se prendi nota e applichi i primi due suggerimenti, scoprirai che il tuo tono probabilmente segnerà il suo corso e si presenterà in automatico piuttosto che dover andare a cercarlo e pensare come farlo.

Detto questo, puoi fare alcune mosse molto ponderate e misurate per aiutare a trovare e stabilire il tono del blog.

Ad esempio, considera una domanda: in quale settore operi? Se operi nel settore sanitario, uno spazio in cui i dipendenti, il brand e l’immagine dipendono dalle persone che mettono la loro vita nelle tue mani avrà più interesse e coinvolgimento rispetto ad un tono o una voce più malinconica. D’altra parte, se operi nel settore tecnologico, uno spazio pieno di grandi personalità e approcci innovativi ai problemi e alle sfide, sarà meglio ad un approccio più leggero e schietto, soprattutto alla luce del tipo di talento che stai cercando di attrarre.

La linea di fondo è che devi parlare la lingua del tuo pubblico.

4. Pensa al di fuori del testo

Ricorda: un blog non significa un articolo di 500 parole sulla cultura della tua azienda o un pezzo informativo su come le persone in cerca di lavoro passivo X o Y con determinate credenziali possono essere adatte alla tua organizzazione. E’ essenziale variare il contenuto del blog, e questo significa fare uno sforzo per incorporare video, audio, foto, presentazioni fotografiche dinamiche, grafici, infografiche o altre rappresentazioni visive di dati – soprattutto considerando che gran parte del traffico del tuo blog arriverà probabilmente da dispositivi mobile.

Inoltre, all’interno del blog non dimenticare il potere delle testimonianze dei dipendenti , dei profili o di altri post guidati dalla narrativa che mettono i tuoi dipendenti in primo piano e danno loro voce per aiutare a diffondere il valore della tua cultura, del marchio, e l’esperienza complessiva del candidato.

5. Cura i contenuti

La cura, la costruzione e la validità del tuo blog vale anche per il modo in cui distribuisci o curi i contenuti. È qui che il concetto di un editoriale mensile o di un calendario dei contenuti aiuta a definire meglio la strategia, sia che si tratti di aggiornamenti automatici via e-mail, sia di post sui social media o altri mezzi che indirizzano il traffico verso il tuo blog.

Quando concepisci questo strumento, non limitarti a gettare cose contro il muro e vedere cosa si attacca: crea un piano per i tuoi contenuti e vedi che il piano si realizzerà.

6. Analizzare le prestazioni

I professionisti del recruiting lo sanno: i dati raccontano la storia e i numeri guidano le decisioni. Con il tuo blog di recruiting è essenziale rivedere regolarmente i rapporti e le analisi (visualizzazioni di pagina, condivisioni, clic sui link, frequenze di rimbalzo e altre metriche integrate della dashboard), per capire meglio cosa interessa al tuo pubblico e guidare il traffico e il coinvolgerlo sui post.

Questo deve assicurarti che ne valga la pena per il tuo ROI.

Non aver paura di spostare idee, concetti, temi o topic che non stanno coinvolgendo il tuo pubblico nel modo in cui speravi. Allo stesso modo, non chiudere un occhio su incidenti o opportunità presentati dai dati, in termini di contenuto che non avevi necessariamente immaginato.

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