
C’è un momento preciso in cui te ne accorgi. Non subito. Non al primo mese. Te ne accorgi quando, in piena emergenza, guardi quella persona e pensi:
Non è in grado di gestirla. Ma non è colpa sua. È che io… ho abbassato l’asticella.”
Hai scelto con fretta. Con urgenza. Ti serviva qualcuno subito e ti sei accontentato.
Hai guardato il CV e ti sei detto: “Tanto questo lo formiamo noi.”
Hai fatto il colloquio in 30 minuti, in mezzo ad altre mille cose. Hai ascoltato il parere del team, ma sapevi già che era un ripiego.
Ma era il meno peggio.
E oggi stai pagando quella scelta. Stai colmando le sue lacune. Gli stai facendo da tutor. Stai trattenendo il respiro ogni volta che affronta un cliente.
Non lo dici ad alta voce, ma lo pensi:
“Se avessi aspettato ancora un po’, avrei potuto scegliere davvero.”
Ogni collaboratore che entra cambia qualcosa nell’equilibrio dell’azienda. Può portare energia, competenze, idee. Oppure può rallentare tutto.
Scegliere è un atto di responsabilità. Non è solo firmare un contratto. È prendere una posizione chiara:
“Voglio qualcuno che porti valore, non che si limiti a occupare una sedia.”
Scegliere bene è questione di leadership
Un imprenditore illuminato non si accontenta. Preferisce aspettare. Preferisce fare una selezione in più. Perché sa che ogni persona inserita è un investimento o una perdita.
“Un collaboratore sbagliato costa più di non assumere.”
Scegli bene, scegli con metodo.
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